Milano, 8 ottobre 2026. Di Roger Rüegg, Head Multi Asset Solutions, Swisscanto/Zkb
Quest’anno i titoli tecnologici statunitensi registrano una crescita degli utili superiore al 70%. Nonostante l’aumento dei rendimenti, rimaniamo costruttivi, continuando a privilegiare le azioni, in particolare titoli tecnologici e ciclici. Siamo più prudenti sull’azionario europeo.
I titoli di Stato australiani e i metalli preziosi risultano invece interessanti in un’ottica di copertura.
Sul fronte della politica monetaria, riteniamo eccessivi gli ulteriori rialzi dei tassi già prezzati dal mercato e non prevediamo l’avvio di un nuovo ciclo di inasprimento monetario.
Obbligazioni: il rialzo dei rendimenti prosegue
Settembre è stato un mese ricco di eventi. Contrariamente alle nostre aspettative, la situazione in Iran si è aggravata.
Di conseguenza, il prezzo del petrolio è tornato a collocarsi vicino alla soglia critica di USD 100.
Insieme ai solidi dati sull’economia statunitense (PMI USA > 58), ciò ha portato a un netto aumento dei rendimenti (Treasury US 10Y > 5%).
Il mercato sta prezzando quattro ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed) e della Banca centrale europea (BCE) (si veda il grafico).
Sebbene anche noi ci attendiamo ulteriori aumenti dei tassi, alla luce dell’aumento dell’inflazione, riteniamo eccessive le aspettative del mercato.
L’inflazione core rimane moderata e i rialzi dei tassi sono poco efficaci contro uno shock dell’offerta energetica.
Proprio nell’area euro, ulteriori rialzi dei tassi potrebbero provocare un indebolimento della crescita economica.
Manteniamo pertanto un posizionamento lungo sulla duration delle obbligazioni estere, in particolare su quelle australiane.
Il tasso di riferimento della Fed dovrebbe essere nettamente più elevato nonostante un’inflazione di base moderata
Fonte: Bloomberg, Zürcher Kantonalbank
Azioni: la tecnologia torna a fare da motore
Nonostante l’aumento dei rendimenti e gli avvertimenti degli esperti di intelligenza artificiale, a settembre il settore tecnologico ha nuovamente sovraperformato il mercato, mentre tutti gli altri settori hanno chiuso il mese in territorio negativo. La tecnologia è quindi ancora una volta il motore del mercato nel suo complesso. Accentuiamo il nostro sovrappeso sul settore aumentando l’esposizione all’azionario statunitense.
Tre i principali fattori alla base di questa scelta:
- la crescita degli utili rimane robusta (US tech +71% nel 2026)
- il sentiment è ancora lontano da livelli di euforia
- le valutazioni restano moderate (P/E di 27 rispetto a 40 di un anno fa)
Manteniamo quindi un sovrappeso sui titoli tecnologici e ciclici, mentre sui titoli azionari europei adottiamo un atteggiamento più prudente alla luce dei rialzi dei tassi della BCE, del rafforzamento dell’euro e della più debole crescita degli utili.
Investimenti alternativi e FX: metalli preziosi e AUD interessanti
Sugli investimenti alternativi non apportiamo modifiche e manteniamo un leggero sovrappeso in metalli preziosi e bond catastrofali (cat bond).
Per quest’ultimo segmento inizia ora la stagione più rilevante, la stagione degli uragani. Come anticipato, riduciamo il sottopeso in USD e di conseguenza, riduciamo l’esposizione all’EUR. La nostra valuta favorita rimane l’AUD, che beneficia dei prezzi elevati delle materie prime e dell’elevato carry. Manteniamo inoltre un sovrappeso sulle valute dei mercati emergenti e nel CAD.
Quali modifiche abbiamo apportato ai portafogli?
Corporate Hybrids: i nostri specialisti obbligazionari privilegiano le obbligazioni subordinate di emittenti con solidi rating. In alcuni casi, questi titoli offrono spread di credito significativamente più elevati, a fronte di un rischio solo moderatamente superiore. Condividiamo questa view e aumentiamo l’esposizione alle obbligazioni corporate hybrids.
USD: nel medio termine continuiamo ad attenderci un indebolimento dell’USD; nel breve periodo, però, il momentum positivo potrebbe proseguire, sostenuto dalla ritrovata indipendenza della Fed e dalla solidità dell’economia statunitense.
Small Caps: la sovraperformance delle small cap è stata di breve durata e l’andamento degli utili torna a favorire le large cap. I tassi d’interesse elevati rappresentano un freno. Passiamo quindi dalle small cap globali alle azioni nordamericane, aumentando nuovamente il peso del settore tecnologico in portafoglio.